PSICOLOGO PER MALATO ONCOLOGICO PIACENZA

La malattia e lo stress psicologico conseguente

Quando viene diagnosticata una malattia tumorale le difficoltà non sono solo legate all’iter curativo da seguire, ma vi sono una serie di difficoltà, paure, ansie e preoccupazioni per il malato e per i suoi cari.

Anche se per i più fortunati la diagnosi può essere piuttosto semplice, spesso il problema si ripercuote da un punto di vista psicologico, nella difficoltà ad accettare ciò che sta capitando, nel cercare di lasciarsi alle spalle quanto passato, o nel trovare la forza di reagire e combattere quando ancora la malattia non è del tutto sconfitta.
 

Il tempo aiuta

Il tempo che passa è un prezioso alleato, può aiutare a superare difficili momenti passati rimpiazzandoli con i nuovi più gioiosi della vita che va avanti.

Serve però un monitoraggio degli stati d’animo nel tempo, per controllare l’evolversi della situazione ed evitare che si creino disturbi maggiori, passando da una normale ansia a seri disturbi depressivi.

Per questo è importante che i medici (tutti quelli che seguono i malati) chiedano a pazienti e familiari di parlare delle proprie preoccupazioni, si facciano raccontare le loro giornate, per poter captare eventuali segnali d’allarme.
 

Rivolgiti ad uno specialista Piacenza 

Spesso può essere fondamentale l’intervento di uno specialista, di un vero e proprio psicologo per malato oncologico Piacenza, che segua il paziente e gli dia il sostegno necessario durante e dopo il decorso della malattia.

Da tempo ormai la Dott.ssa Solari è specializzata come psicologa. Esercita negli studi di Parma e Piacenza utilizzando un modello di psicologia della salute di comprovata efficacia, utilizzato nelle strutture ospedaliere (Azienda Ospedaliera di Lodi; Azienda Ospedaliera di Reggio Emilia) in cui opera come consulente.

Solitamente il primo colloquio ha l’obiettivo di definire il livello di compromissione psichica secondaria alla malattia organica. Dopo un primo periodo di più stretta presa in carico (3\ 4 settimane) è verosimile aspettarsi che gli incontri avranno cadenza mensile.

Successivamente si valuterà individualmente con il malato la frequenza degli incontri, a seconda della valutazione dello stato del paziente fatta dalla dottoressa stessa.

Il percorso non si rivolge solo al malato, ma anche alla famiglia attraverso una consulenza al fine di poter ottenere una corretta comunicazione ed un adeguato supporto che consenta un’ottimizzazione della gestione del malato nelle varie fasi diagnostiche e terapeutiche.
L’obiettivo è inoltre quello di favorire l’adattamento delle famiglie sia durante la malattia del proprio congiunto, sia nella fase successiva ad un’eventuale perdita (elaborazione del lutto).